Francesco Pianelli

Deforestazione urbana

Parlare di deforestazione urbana non è corretto, ma rende bene l’idea del processo che è in atto.  In questo articolo ti raccontiamo la storia della famosa casa di moda Genny e del triste destino delle aree occupate dai suoi ex uffici.

Il termine disboscamento (o deforestazione) indica l’eliminazione della vegetazione arborea in un’area boschiva o forestale ( https://it.m.wikipedia.org/wiki/Diboscamento ).

Parlare di deforestazione urbana non è corretto, ma rende bene l’idea del processo che è in atto. 

Vi racconto una storia tutta anconetana:

Bosco Che Ulula Ancona

Era il 1962 e la famiglia Girombelli creò il marchio Genny con sede ad Ancona e nel ’73 la proposta si allargò con il marchio Byblos.

La loro sede – se sei di Ancona – sarà all’angolo tra via Maggini e via Barilatti.

Passano gli anni, la Genny costruisce una nuova sede nella zona industriale della Baraccola su un terreno agricolo di 3 ettari. 

A settembre del 2000 l’amministrazione del marchio Byblos si trasferisce anch’essa nella sede alla Baraccola e dopo pochi anni il vecchio edificio viene abbattuto.

Nel frattempo la Genny viene acquisita dal gruppo Prada.

Per un po’ di tempo la sede produttiva e gli uffici resteranno ad Ancona, ma poi verranno spostati definitivamente a Milano. 

Perché raccontare questa storia? Che cosa c’entra con gli alberi e la deforestazione? 

La struttura alla Baraccola, che occupa 3 ettari di ex terreno agricolo, risulta ormai abbandonata da anni ed è di difficile riqualificazione.

Al momento quindi ci sono 3 ettari in meno di campi coltivati, di boschi o semplicemente di rovi ed erbe spontanee. 

E in via Maggini?

Come dicevamo poco sopra, l’edificio venne abbattuto e da allora la vegetazione è cresciuta in quei 5000mq di terreno.

Diversi alberi, perlopiù conifere, hanno avuto la meglio sul cemento in oltre 15 anni, come puoi ben vedere dalla gallery qui sotto.

Indisturbati hanno anche assolto al loro compito di purificatori.

Questo fino a fine ottobre 2022 quando l’uomo è entrato in azione. 

Stiamo parlando dell’abbattimento di qualche decina di alberi.

Una deforestazione urbana.

Alberi nati e cresciuti spontaneamente, da semi provenienti chissà da dove, accorsi in soccorso di una via alquanto trafficata. 

Sicuro non saranno loro a fare la differenza per la nostra città, ma indubbiamente qualcosa facevano e oggi noi tutti anconetani ne siamo stati privati. 

Spontanei in terreno privato e di certo non ci aspettiamo che qualcuno pianti nuove essenze al loro posto, ma è nostro compito riflettere su ciò che è stato tolto.

Gli alberi apportano molti benefici, taluni sconosciuti ai più. 

Oltre al più ovvio che è quello di fare ombra e di conseguenza mitigare l’effetto calorifero del terreno, l’albero cattura la CO2 per effettuare la sua fotosintesi.

Ma non è tutto.

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori capitanati dal dott. Ronny Meier della ETH Zürich, nuove foreste fornirebbero nuove precipitazioni.

In altre parole: più alberi piantiamo, più piove. 

deforestazione urbana copertina

Prendendo come esempio la Gran Bretagna: se coprissimo di nuove foreste il 37% della sua superficie in aree che si prestano ad essere riforestate, si avrebbero il 24% di piogge in più durante l’inverno e il 19% in estate. 

Visto l’andamento siccitoso che sta colpendo la nostra Europa, forse sarebbe il caso di pensarci!

Ma se è vero che servono nuove foreste, è altrettanto vero che bisogna tutelare quelle che già ci sono, andando contro i tagli insensati. 

È compito di ognuno di noi contribuire a salvarci, in prima persona chinandosi per piantare o contribuire a chi lo fa al nostro posto.

Evitando la deforestazione urbana.

Noi siamo nati per questo e lo stiamo facendo. Saremmo lieti di tutto l’aiuto che vorrete darci, diventando così anche voi artigiani per l’ambiente.

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A presto.
Francesco

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