Francesco Pianelli

Il viaggio del Veliero e un invito singolare

Il viaggio del Veliero rappresenta per noi un concetto importante, che vogliamo traferirti in questo articolo del nostro blog. Ripercorrendo sì le gesta della nave scuola Amerigo Vespucci, ma spingendoci oltre…

In questo articolo non ripercorriamo solo il viaggio del veliero Amerigo Vespucci, ma affrontiamo anche il tema del viaggio sostenibile e di una esperienza singolare!

L’Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina Militare Italiana, è un gioiello indiscusso dei sette mari: definita la più bella nave al mondo per ben due volte dalla flotta militare statunitense

il-viaggio-del-veliero
L’Amerigo Vespucci mentre solca il mare, in tutta la sua bellezza!

Non mi ci sono potuto imbarcare: mio grande cruccio da una vita.

Prima però un po’ di storia:

È stata varata il 22 febbraio 1931: stesso mese di nascita dell’Associazione Bosco Che Ulula, una cosa in comune, nella speranza che sia di buon auspicio!

Il viaggio del Veliero Amerigo Vespucci ha sempre avuto come scopo addestrare i futuri ufficiali della Marina Militare.

Ogni estate questa nave imbarca i giovani allievi che hanno terminato il primo anno dell’accademia di Livorno e salpa per i sette mari, per insegnargli le antiche arti marinaresche.

Se ci pensi, in effetti, è così per molte cose.

Se si impara a fare una cosa difficile, quando si avranno strumenti che facilitano il lavoro, si saprà intervenire egregiamente.

E se quegli strumenti dovessero venir meno per qualsiasi motivo, si saprà sempre lavorare!

Ritorna anche qui il concetto di ritornare alla cultura del fare che ho cercato di trasferirti nel secondo articolo del nostro blog: “Non c’è tempo da perdere“.

Questo metodo non è valido soltanto per la vita in mare e per il viaggio di un veliero.

Nella cultura dell’ambiente si parla di amore per qualcosa fatto con le nostre mani, dove si è riposto fatica, conoscenza e impegno.

Un medico (sì, avete letto bene) mi insegnò che prima di usare un trapano elettrico sarebbe bene imparare ad usare un girabacchino (un antico utensile manuale simile al trapano).

In questi 91 anni l’Amerigo Vespucci ha girato navigando a vela per tutti gli oceani e toccando i porti di tutti e 5 i continenti.

Celebre l’incontro del 1962 con la USS Indipendence in cui gli americani hanno definito la nostra “la nave più bella del mondo” o quello meno famoso del 2022 con la portaerei USS George H.W. Bush in cui la marina statunitense ha ribadito che “dopo 60 anni siete ancora la nave più bella del mondo“.

Il viaggio del veliero Amerigo Vespucci
La fotografia originale dell’incrocio fra le due navi: l’Amerigo Vespucci e la USS Indipendence

Insomma, una nave davvero eccezionale la nostra Amerigo Vespucci, assieme alla meno famosa Palinuro; altra nave scuola per il percorso dei sottufficiali. 

Ma ora, veniamo alla domanda che fin dall’inizio di questo articolo ti starai facendo e perché Bosco Che Ulula ha cuore il viaggio del veliero.

Perché parlare in un blog ambientale dell’Amerigo Vespucci?

Se hai letto con attenzione le righe precedenti, in parte sai già la risposta.

Mi piacerebbe quindi aggiungere anche un altro concetto, che forse potrebbe risultare banale, ma non per questo scontato: essa si muove con il vento. 

Il viaggio del veliero è sostenibile!

Sì certo: sono presenti anche dei motori diesel che le consentono la navigazione per 5’450 miglia (circa 10’000 km).

Ma se usasse solamente quelli i 185 marinai di stanza sull’Amerigo Vespucci sarebbero praticamente disoccupati senza la possibilità di manovrare i 2’635 m² di copertura velica divise in 26 vele.

Pensa che anche gli ordini vengono ancora elegantemente impartiti tramite fischietto, non usando strumenti elettronici che potrebbero facilmente rompersi.

Il fischietto è qualcosa che non ha bisogno di ricarica.

“Scusa Francesco, ma il punto in tutto questo ragionamento qual è?”

Una bella crociera in veliero: può essere una riscoperta non credi!

Calma calma: non prendermi per pazzo, ora ti spiego.

Oggi si può vivere un’esperienza di vita da marinaio anche senza arruolarsi in Marina: esistono compagnie e tour operator che fanno rivivere queste esperienze, dalle più faticose a quelle più rilassanti e coccolate. 

Da notare anche tra i diportisti di come in realtà la vela non sia mai stata abbandonata per il motore a scoppio, cosa invece successa per il cavallo.

Il legame vento e mare è ancora forte. Anche al giorno d’oggi.

Ti invito a tale riscoperta per le prossime vacanze in mare!

Non contando neppure il risparmio economico dovuto allo sfruttamento di un’energia rinnovabile come quella del vento.

Francesco ma a me il mare non piace per niente!” 

Per chi non ama il mare, ma vuole ugualmente sperimentare uno spostamento lento e rispettoso dell’ambiente, consiglio sempre di riscoprire il treno.

trenino verde bernina
In foto il “trenino verde del Bernina“: che percorre la linea ultracentenaria del Sempione e del Lötschberg.
Un itinerario lento ed economico da Domodossola a Berna!

Il fascino dei vagoni…

La nostra visione del treno oramai è quella di un mezzo lento, in ritardo e sporco.

Ed invece è pura rilassatezza: vuoi mettere la tranquillità di non dover lottare per un parcheggio arrivato a destinazione?

Il viaggio del veliero e il treno sono due esempi di viaggi ecologici, poiché con essi vengono rilasciate meno emissioni di CO2 e particolati nell’aria. 

Andrebbero riscoperti da tutti, me compreso. 

Ad onor del vero e a completezza del discorso bisognerebbe aggiungere la questione economica: se è vero che per un viaggio in solitaria (al massimo di coppia) il treno sia anche il mezzo più economico… Per Famiglie dalle 3 unità in sù ha ancora un costo elevato, se rapportato ad uno spostamento di ugual distanza in auto!

Ma non stiamo considerando il costo che paga la nostra terra, attenzione.

In Germania la scorsa estate è stato proposto un biglietto unico per i mezzi di trasporto pubblici al costo di €9. E probabilmente verrà riconfermato tramite abbonamento mensile!

Ciò ha permesso:

  • Una riduzione del traffico nelle ore di punta;
  • una riduzione del particolato;
  • treni pieni nei weekend per le gite fuori porta.

Chissà se anche da noi ci fosse un’iniziativa simile, quale sarebbe la risposta.

Io credo che per il bene comune potremmo farla una prova.

Chissà che non si riscopra la gioia della lentezza.
Dello stare con altri.
Di lasciare frenesia e stress rilegati all’ufficio.

E perché no, magari una giornata in natura senza smartphone per tutti….

Artigianalmente per l’ambiente!

Stay connected!

A presto.
Francesco

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